In realtà “Una poltrona per due” di John Landis doveva essere un film diverso.
Avrebbe dovuto intitolarsi “Black and white” – titolo direi parecchio infelice – ed essere interpretato dalla celebre coppia Richard Pryor e Gene Wilder.


Quando Pryor, vittima di un incidente con una grave ustione, non poté partecipare al film, si pensò al ben più giovane comico Eddie Murphy, famoso per gli show live e la sua risata contagiosa. Poi, però, si decise di cambiare la coppia intera, affinché Eddie non sembrasse un semplice sostituto in tono minore di Pryor, così fu arruolato al suo fianco il più celebre Dan Aykroyd, nonostante le perplessità sulla sua tenuta mentale  dopo la morte del suo fraterno amico John Belushi. Come sappiamo, la scelta fu abbastanza azzeccata.
Il fratello di John Belushi, Jim, appare nel film travestito da gorilla e il numero con cui viene identificato Aykroyd al momento dell’arresto è il medesimo toccato in sorte a John Belushi, arrestato nei “Blues Brothers”.
I fratelli Duke sono interpretati da  
Ralph Bellamy (Randolph) e  Don Ameche (Mortimer), attori celeberrimi: Bellamy avrebbe vinto un Oscar alla Carriera nel 1987, Ameche -che si chiamava Dominic Felix Amici ed era di padre italiano- era stato un attore richiestissimo a Hollywood negli anni Trenta e Quaranta.  Ameche, attore d’altri tempi, non volle ripetere il ciak in cui diceva la parola “fottere” perché lo imbarazzava usare quel linguaggio sul lavoro.
Il film uscì come “Trading places”: la traduzione italiana “Una poltrona per due” sarebbe stata definita orribile da Landis ed è la spiegazione della locandina nostrana, con le facce dei due comici che sembrano appicciccate.


“Trading places” vuol dire sia “luoghi di scambio” che “scambiandosi di posto” e Murphy, nel recitare la parte del barbone Valentine convertito a broker finanziario, ci capiva davvero poco di finanza.
Nella parte finale fu quindi costretto a studiare a memoria tutto il copione e ripeterlo a pappagallo, lui abituato alle improvvisazioni, per non rischiare di dire strafalcioni.
Quello che fanno Murphy e Aykroyd per rovinare i sinistri fratelli Duke nel finale non è altro che indurre i due ricconi a un “insider trading”, ovvero a sfruttare informazioni non note per compiere acquisti e avvantaggiarsi da una transazione economica.
Nel film riguarda l’acquisto di arance: i Duke pensano che il raccolto sia andato male e investono in futures al ribasso, ma l’informazione è falsa, così si rovinano. Non si trattava, allora, di una pratica illegale, infatti nessuno dei protagonisti del film infrange la legge. Ma la fama di “Una poltrona per due” è tanta che, nel 2010, è stata creata la regola soprannominata “Eddie Murphy Rule” che prende il nome proprio dal legame con il film e impedisce di acquisire un vantaggio in borsa utilizzando informazioni non note e venute dal fonti governative.
La manovra ha molto successo, nel film, rovinando i due vecchiacci e riducendoli sul lastrico. Per questo saranno proprio gli stessi attori a interpretare due barboni nel film “Il principe cerca moglie” di 5 anni dopo.


Dunque stasera godetevi il film, trasmesso sotto Natale per la 15 esima volta, sapendo che in America –  in realtà – uscì in estate con il caldo di Giugno, e che questa stramba tradizione è una cosa tutta nostra, tutta italiana.

 

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