Sarò sincero.
“Storia naturale di una famiglia” è un libro che probabilmente non avrei letto, se non avessi conosciuto di persona Ester Armanino, genovese come me, autrice Einaudi come me.
Insieme abbiamo da poco partecipato a “Leggermente”, un’iniziativa meravigliosa di cui ho scritto qui e che ci ha portato a incontrare lettori delle scuole superiori.
In quell’occasione mi sono trovato ad ascoltare Ester parlare del suo romanzo e, a quel punto, leggerlo è diventato inevitabile, anche se – istintivamente – mi sembrava distante dalle mie usuali letture.
Io tendo a scegliere romanzi “di trama” o, comunque, in cui succedono cose. Invece – che fosse per il titolo o per la cover o per una protagonista adolescente che narra in prima persona – l’impressione era che “Storia naturale di una famiglia” non rientrasse nel tipo di libri che riescono ad appassionarmi.
Il fatto è che, se non lo avessi letto, avrei fatto molto male.
Perché il romanzo di Ester racconta sì una vicenda famigliare dal punto di vista in prima persona della quindicenne Bianca, che affronta gli strappi violenti e prima di tutto interiori cui la vita la mette davanti, principalmente nei rapporti con i genitori e il fratello.
Ma è un libro in cui le cose succedono, eccome. I colpi che il cuore di Bianca subisce diventano anche colpi di scena.
La tensione narrativa esiste e resiste anche dentro le mura di una, anzi di due case. É anche un romanzo scritto in maniera precisa, senza sbavature, con l’uso di immagini potenti per costruire similitudini e metafore, ma senza che questo renda il romanzo freddo o asettico.
L’intero libro parte da una metafora che ricorre anche in copertina: quella degli insetti. Bianca guarda il mondo come uno scienziato attraverso un microscopio. Osserva i cambiamenti, vede le persone crescere e mutare, liberarsi della vecchia pelle per diventare altro. Rimane osservatrice esterna, fino a quando la vita costringe anche lei a una metamorfosi. E lo fa in modo brutale, perché la natura non ha etica: agisce, cambia, calpesta quello che trova sulla strada.
Non vi racconto quali saranno i mutamenti che Bianca dovrà affrontare, perché detesto chi parla di un libro o (peggio) lo recensisce raccontandone la storia. Per tutto questo basta il romanzo che è riuscito, nel mio caso, a superare l’indubbia difficoltà di conoscerne di persona l’autrice e il rischio di sentirne “troppo” la voce, di confonderlo coi personaggi.  Invece la scrittura dell’Armanino mi ha fatto “vedere” Bianca e dimenticare Ester.
Uscito nel 2011 “Storia naturale di una famiglia” ha fatto incetta di premi, ma questo potreste anche non averlo saputo, perché la dittatura dei passaggi televisivi e dei bestseller schiaccia tutto su pochi titoli: sentiamo parlare sempre degli stessi libri, solo di quelli, ovunque di quelli e perdiamo per strada tante altre cose meritevoli.
Il libro di Ester Armanino fa parte di quanto non va lasciato indietro e voi siete ancora in tempo per recuperare.
Buona lettura.

Ester Armaino Storia naturale di una famiglia

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