Lionville
“Tutti abbiamo dei sogni. Ma per trasformare quei sogni in realtà ci vuole un incredibile ammontare di determinazione, dedizione, autodisciplina, e sforzo” diceva Jesse Owens, svincolando i sogni dalla retorica del tutto è possibile.
Perché i sogni restano tali, senza fatica, sudore, capacità di non mollare.
La storia di Stefano Lionetti ne è la prova.
Inizia negli anni ‘90, fra i banchi del “mio” Liceo Mazzini di Sampierdarena. È più o meno il 1994 quando il mio fratello minore Giorgio mi presenta un suo compagno di classe, alto, magro e gentile. “Ascolta la nostra stessa musica!” ovvero quel rock melodico portato al successo da Journey, Bryan Adams, Toto, Richard Marx.
Ma, per Lionetti, la musica è molto di più: suona la chitarra, si destreggia anche con la tastiera e scrive canzoni sue.
“Visto che non so chi potrebbe cantarle, sto prendendo lezioni io” ci spiega.
Con mio fratello che suona il piano e altri studenti sampierdarenesi, Lionetti fonda gli Alfa, prima lettera di quell’alfabeto greco che studiano al liceo. Alla chitarra solista c’è l’attuale Presidente del Municipio Centro Ovest, Renato Falcidia.
Gli Alfa suonano cover di Toto, Police e Van Halen nel sottobosco allora esistente di locali genovesi per la musica dal vivo, dalla Panteca al Sopra Via Venti, con la vetta di un live al teatro Modena.
Le strade degli Alfa si dividono con la fine delle superiori
Ma non per Lionetti.
Mentre gli studi di psicologia lo portano a Firenze e poi Padova lui continua a suonare e scrivere pezzi suoi.
La musica, però, ha bisogno di palchi e pubblico e il rock melodico non è la strada migliore per trovarne.
Lionetti allora tenta la carta la carta del pop melodico italiano che, nei primi anni 2000, domina le classifiche. Supera le prime selezioni di Sanremo ma non arriva al Festival; tenta un talent show, ma pochi secondi non sono lo spazio in cui per far emergere il talento di autore, il gusto per gli arrangiamenti, le qualità di polistrumentista.
Per maturare sul palco parte per Santo Domingo dove suona e canta accompagnando diversi personaggi dello spettacolo.
Tornato in Italia e laureatosi psicologo, Lionetti prende una decisione: se sogno deve essere, allora lo vuole realizzare alla sua maniera, senza “costruire” un prodotto per le richieste del mercato, suonare pop o cover. Così, sostenuto dal fratello Alessandro, fonda i Lionville con cui proporre pezzi in inglese, sospesi tra westcoast e rock melodico ottantiano.
I demo suscitano l’interesse del produttore e tastierista Alessandro Del Vecchio e Lionetti, tenuto per sé il ruolo di chitarrista ritmico e solista, affida le linee vocali al fenomenale cantante svedese Lars Säfsund, frontman degli Work of Art.
La classe compositiva di Lionetti conquista il celeberrimo Bruce Gaitsch, autore de “La Isla Bonita” di Madonna, che propone di inserire la ballad “The world without your love” scritta con Richard Marx nell’omonimo esordio “Lionville” che entusiasma gli appassionati del rock melodico dentro e fuori l’Europa. Decine di recensori lo collocano fra i migliori lavori del 2011.
La band apre il Firefest di Nottingham e anche noi – vecchi compagni del Mazzini – siamo tra quel pubblico per celebrare quel sogno realizzato.
Ma Lionetti insiste e, nel 2017, si accasa con la Frontiers Records etichetta leader mondiale nell’rock più melodico.
La Frontiers lancia il quarto album “Magic is alive”, in uscita il 7 Agosto, con il singolo “Nothing without you” storia di un amore così appassionato da diventare ossessione; a consolidare il legame di Lionetti con la sua città il video è girato a Genova, con attori e produzione locale e la stessa band, dopo alcuni avvicendamenti, conta ora tre membri genovesi, oltre al suo leader.
Il bassista e sound engineer Giulio Dagnino, già coinvolto in due importanti musical nel Regno Unito; Michele Cusato, chitarrista dei Delirium che collabora con Vittorio De Scalzi La Storia dei New Trolls e ha suonato in tour con Ian Paice e Roger Glover dei Deep Purple; Fabrizio Caria, tastierista formatosi con 9 anni di studi al conservatorio Paganini.
Completano la band la voce di Safsund e la batteria del talentuoso Martino Malacrida.
In tutto ciò Lionetti continua ad alternare la carriera di rocker al lavoro di dirigente psicologo e psicoterapeuta per la ASL3 genovese.
Non sempre è facile, tenere insieme le due anime.
“La chiave – mi ha detto – è pensare che, in entrambi i casi, lavoro con le emozioni delle persone”.
The magic is alive, la magia è viva.
Insieme ai sogni.

 


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