Per Natale ho ricevuto in dono uno dei singoli più venduti della storia della musica, con le sue 14 milioni di copie.
Il mio migliore amico Paolo, per Natale, mi ha regalato “Wind of change” degli Scorpions e se il costo di un singolo così facile da trovare non è alto, il valore affettivo lo è moltissimo, visto che questa canzone dà il titolo al mio nuovo podcast sul 1989 e, intorno a lei, si snoda parte della storia che racconto.
Anche il pezzo in sé ha una storia speciale dietro.
Nell’Agosto del 1989 gli Scorpions si trovano a Mosca insieme a Bon Jovi, Motley Crue e Ozzy Osbourne per partecipare al Moskow Music Peace Festival, il primo concerto di band hard rock occidentali nel cuore del blocco sovietico, un assurdo festival contro alcolici e stupefacenti che ospita molte band di alcolisti e tossici, ma anche un’incredibile ondata di libertà e gioia e speranza nel cuore di un regime cui il rock assesta un colpo decisivo.

Gli Scorpions, in verità, già nel 1988 sono stati in URSS, prima rock band occidentale a fare un tour a Leningrado, con 10 date consecutive, grazie al rinnovamento voluto da Gorbaciov.
Ma nel 1989, durante la sera che precede il grande festival di Mosca, le band che devono suonare raggiungono in Gorky Park lo Stas Namin Center, un luogo creato dal musicista russo Stas Namin per ospitare band, artisti, dissidenti vari dove sono già stati U2 e Brian May tra gli altri.
I rocker ci vanno in barca, lungo il fiume Mosca, per un grande barbecue.
È una splendida serata di estate, piena di speranze e di attesa per un mondo che sta cambiando e su quella barca Klaus Meine, cantante degli Scorpions, nota che ci sono tanti mondi diversi: i suoi Scorpions, tedeschi di una Germania che spera di riunirsi, i musicisti sovietici, i rocker americani, l’inglese Ozzy Osbourne e poi i soldati dell’Armata Rossa che li scortano, gli agenti del KGB che scrutano tutto, registi e tecnici di MTV, gente di tutto il mondo unita dalla: la musica.
Klaus sente che qualcosa sta cambiando in modo irreversibile e si segna nella mente questo momento. “Wind of change”, scritta dopo il crollo del Muro e inclusa in quel Crazy World che è l’album più morbido pubblicato dagli Scorpions sino ad allora, inizierà proprio così “Io seguo la Mosca, giù verso Gorky Park”.
Quando la band entra in sala per registrala Meine fischietta il motivo della melodia, affinché sia poi sostituito dagli strumenti, ma la band gli dice: “Klaus, perché non lo lasciamo così, il fischio? Suona bene” e quell’attacco entrerà nella storia della musica.


Due anni dopo l’uscita del singolo che canta di speranza e fratellanza e cambiamento gli Scorpions siederanno al Cremlino, nell’ufficio di Gorbaciov, donandogli 70.000 euro di royalties per comprare attrezzature mediche destinate a curare i bambini, solo pochi giorni prima che l’URSS si sgretoli definitivamente e lui sia costretto alle dimissioni.
Il premier sovietico, sorridendo, dirà alla band: “Sapete qual è stato il mio più grande errore? Farvi entrare in Unione Sovietica”.
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Se avete voglia di ascoltare il mio podcast “1989” lo trovate qui
https://storielibere.fm/1989-wind-change/

Il mio ultimo romanzo, invece, sta qui
https://www.amazon.it/Colpo-colpo-Riccardo-Ga…/…/ref=sr_1_1…

 

 

 

 

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