Il più clamoroso caso di raggiro musicale mai perpetrato ai danni del pubblico inizia in una discoteca di Monaco di Baviera, nel 1988, quando il produttore Frank Farian vede due ragazzi bellissimi ballare perfettamente coordinati sulle note di un pezzo della cantante tedesca Sandra.
I due ragazzi sono Rob Pilatus e Fab Morvan, modelli, ballerini, aspiranti cantanti senza un soldo e formano un duo chiamato Milli Vanilli.

Sognano la celebrità e sono esattamente ciò che lo spregiudicato Farian, che è anche autore di canzoni e cantante lui stesso, sta cercando.
Farian è già stato la mente dietro al progetto Boney M e voce della celeberrima hit “Daddy Cool” sebbene, non sopportando i riflettori, facesse apparire, in sua vece e in playback, il ballerino nero olandese e Dj Bobby Farrell.

Ma, con i Milli Vanilli, il produttore Farian trova i volti adatti a un progetto pop ancora più efficace con cui intende scalare le classifiche.
I due ragazzi firmano un accordo e prendono un anticipo per sistemare look e guardaroba senza immaginare che – da contratto – dovranno prestare solo corpi e balli, ma non potranno mai cantare, visto che Farian ha i pezzi già pronti con tanto di cantanti; sono Charles Shaw, John Davis, Brad Howell e le sorelle gemelle Jodie e Linda Rocco, un quintetto che, però, manca della necessaria avvenenza fisica.
Morvan e Pilatus, con i corpi scolpiti e le trecce rasta, invece, potranno fingere di cantare in playback i pezzi e conquistare i ragazzi di tutto il mondo.
Quando i due Milli Vanilli apprendono le vere intenzioni di Farian e capiscono l’illusione di cui sono vittime, chiedono di recedere dall’accordo, ma non hanno i soldi per ripagare l’anticipo già speso in abiti e capelli, così decidono di andare avanti con l’idea di mollare tutto appena ripianato il debito.
Nessuno di loro e nemmeno Farian, però, si aspetta l’enorme e ingestibile successo dei Milli Vanilli: il debutto – che in Europa esce come “All or nothing” e nel mondo come “Girl you know It’s true” – ha un successo pazzesco valendo alla band un Grammy come “Best New Artist” nel 1990.
Il gruppo vende oltre 30 milioni di singoli e 14 milioni di album.
In tutto questo, per Morvan e Pilatus uscire dall’accordo e dal vortice della fama diventa impossibile.
La stessa fama, però, porta con sé i sospetti.
Morvan e Pilatus parlano inglese troppo male nelle interviste, rispetto alla pronuncia perfette delle canzoni incise.
Inoltre, durante un live su MTV, la riproduzione in playback si inceppa e loro, presi dal panico, fuggono via dal palco dopo aver mosso ancora qualche passo di danza invano.

La fine si avvicina.
Uno dei cantanti originali rivela l’inghippo nonostante sia poi pagato per ritrattare e gli stessi Morvan e Pilatus premono Farian affinché incida dei dischi con le loro vere voci.
Il produttore, messo all’angolo, confessa pubblicamente che il progetto è un fake musicale così esplode lo scandalo, i premi vengono ritirati e i due Milli Vanilli portati in tribunale per una marea di cause.


Il disco viene tolto dal mercato.
Nonostante i tentativi di riproporsi con le loro voci Morvan e Pilatus sono perseguitati dal passato e ottengono riscontri di vendite imbarazzanti nonostante recensioni positive.
Anche Farian tenta di rilanciare i “The Real Milli Vanilli” usando finalmente il gruppo che realmente canta le canzoni, ma questo sarà uno dei suoi (pochi) fallimenti.
Pilatus non riesce a reagire all’onta della vergogna e del fallimento e sprofonda nelle dipendenze e nel malessere, arrivando a commettere furti e rapine. Viene preso a colpi di mazza da baseball durante un furto d’auto, finendo ricoverato.
Il suo amico e socio di disgrazia Morvan cerca di aiutarlo pagandogli una riabilitazione e il gruppo rinasce organizzando un tour di come back, ma Pilatus è troppo fragile e viene trovato morto nella sua camera d’albergo a soli 32 anni per un’overdose di alcool e farmaci proprio la sera prima del rilancio dei Milli Vanilli.
Morvan non scompare dalla scena. Continua invece a fare lo speaker radiofonico, incide un altro album e racconta, in lunghe interviste, di come un sogno mescolato ad ambizione e ingenuità possa trasformarsi in tragica caduta.
Oggi fa il dj, scrive, disegna abiti, dipinge e racconta in modo toccante la perdita dell’amico Rob.
Sulla vicenda musicale e umana dei Milli Vanilli sono stati iniziati diversi progetti cinematografici, a oggi mai giunti a compimento.
Il produttore Farian, l’uomo dal tocco magico inversamente proporzionale alla sua statura morale, è rimasto attivo nel mondo della musica elaborando persino un musical con i pezzi dei suoi vari progetti.
Musical, ovviamente, di successo.

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