La mia resistenza culturale è scrivere post di libri e film che, sui miei social, leggono quattro gatti su migliaia di iscritti.
Perché l’algoritmo non ama questi contenuti.
Amen, io non mollo e vi devo dire di un film davvero bellissimo.
Si chiama “L’anno nuovo che non arriva” di Bogdan Muresanu, già al Festival di Venezia dove ha vinto il premio “Orizzonti” e dove, secondo alcuni, avrebbe meritato di lottare per il Leone d’Oro.
Racconta le storie, parallele o intrecciate, di una serie di personaggi le cui piccole vite vengono toccate e condizionate dal regime di Niculae Ceausescu.
Il tutto in un momento molto particolare: il dicembre del 1989, quando il dittatore è prossimo al crollo.
Vite ordinarie che si trovano al cospetto dello straordinario momento storico.
Abbiamo così la vicenda di un’attrice scelta per un video di propaganda che non vuole fare, il regista incaricato di quel video alle prese con una tv di stato in condizioni pietose, una donna anziana sfrattata dalla sua storica casa che deve essere abbattuta per nuove abitazioni che celebrano il regime, un agente della polizia segreta che teme di essere a sua volta intercettato, un ragazzo che pianifica la fuga a Occidente, un operaio che odia Ceausescu e teme di essere smascherato dalla letterina natalizia del figlio.
Il film ha i toni della commedia ma cerca l’ironia molto più della battuta e il grande merito di non essere mai didascalico, raccontando la dittatura con le sue grottesche assurdità tramite i dialoghi, le mezze parole, senza spiegare ma evocando.
Non ha bisogno di accusare, di consegnare la parte del cattivo a chi è colluso con il regime o quella dell’ignavo, le basta mostrare queste figure in scena.
La regia stessa e i colori, oltre ovviamente ad ambienti, arredi, auto, estratti di documentari trasmessi per radio o in tv, riportano agli anni Ottanta al punto che sembra di salire su una macchina del tempo e dei luoghi.
Gli attori sono eccellenti e il finale è davvero perfetto.
Credo sia molto meritevole e raro quando un film riesce a raccontare, commuovere, far sorridere, funzionare come trama e tenuta della tensione narrativa e, insieme, a saper diventare affresco storico e politico.
Vi consiglio davvero di cercarlo e andarlo a vedere in sala.
O segnarvelo per quando uscirà in streaming.
(A Genova lo daranno ancora al Cineclub Nickelodeon).
Io lo considero uno dei film migliori visti negli ultimi anni.
Da quello le sale non ci hanno creduto, evitando di comprarlo per la logica del “tanto chi lo vede, in questo periodo di Zaloni e Avatar?”.
Errore.
Dove è stato proiettato ha suscitato un meritato entusiasmo e ieri, domenica di Gennaio in un cineclub, c’erano quasi 100 persone.
Nel mio piccolo cerco di rendergli l’onore e la pubblicità che merita.

Buona visione!

 

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